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Caro energia e aiuti Ue dimezzati, la rabbia dei pastori sardi a Cagliari

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CAGLIARI - Pastori sardi in piazza questa mattina a Cagliari, a tre anni dalla clamorosa protesta del latte.

Circa un migliaio di allevatori- senza bandiere di associazioni- hanno riempito via Roma, sotto il Consiglio regionale sardo, e ora pretendono risposte dalla politica su un mondo, quello delle campagne, sempre più in sofferenza. Se nelle rivolte del 2019 a tenere banco era la questione del prezzo del latte- pagato ai pastori una miseria- oggi le preoccupazioni dei pastori- un universo che nell'isola comprende 30.000 aziende agricole, 15.000 ovicaprine e 8.000 ovine- si concentrano soprattutto sui rincari delle materie prime e sulla gestione- a loro dire "scandalosa"- degli aiuti comunitari per il settore da parte della Regione.

FALCHI: "COSTI RADDOPPIATI O TRIPLICATI, SITUAZIONE INSOSTENIBILE"

"La situazione è insostenibile- spiega uno dei leader della protesta, Gianuario Falchi- i costi che dobbiamo sostenere sono assurdi, quasi tutti quelli delle materie prime sono raddoppiati, triplicati i costi delle bollette e del gasolio agricolo, passato da 60 centesimi a 1,61 euro". Ma, sottolinea Falchi, il danno più grande riguarda le risorse della Politica agricola comune, con l’esclusione del comparto ovicaprino dall’ecoschema 1 livello 2: "Siamo stati penalizzati rispetto ad altre Regioni, e avremmo dovuto invece ricevere più soldi data la nostra condizione. Di fatto mancano all'appello 115 milioni di euro, la metà di quanto ci spettava. Su questa partita ci sono responsabilità chiare della Regione: alla contrattazione con lo Stato c'erano loro, e sempre loro hanno 'perso' i fondi che aspettavamo. E infatti i rapporti con l'assessorato all'Agricoltura sono di fatto inesistenti".

DEIANA (ANCI): SE CROLLANO LE CAMPAGNE, CROLLA LA SARDEGNA

Al fianco dei pastori oggi in piazza tanti sindaci, guidati dal presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana: "È importante che non ci sia nessuna divisione tra comparti agricoli, esiste un problema diffuso che riguarda i costi delle bollette e dei mangimi, e come tale deve essere affrontato- spiega-. La protesta dei pastori assume una connotazione ancora più importante alla luce del ruolo che rivestono nel tessuto economico della Sardegna rurale, anche in chiave spopolamento. Se crolla anche questo settore, possiamo chiudere la baracca". Nel merito della vertenza, "è emerso che ci sono difficoltà nella contrattazione tra Regione, Stato e Unione europea- aggiunge Deiana-. Un punto da approfondire, ma se è vero quello che dicono i pastori c'è un problema politico importante e l'assessorato non si può esimere dal dare risposte". Una delegazione di pastori è quindi salita in Consiglio per incontrare i componenti della commissione Attività produttive. I pastori hanno consegnato un documento con le loro rivendicazioni: "Non ce ne andremo dal tavolo- promette Fabio Pisu, altro rappresentante degli allevatori- fino a quando non avremo risposte chiare e scritte nero su bianco".



Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 21-10-2022 alle 10:36 sul giornale del 21 ottobre 2022 - 50 letture